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Maestà Il popolo insorge ha fame !! “ non abbastanza se ha ancora la forza per protestare : Affamatelo ancora di più cosicché taccia!!”

  Il decreto sviluppo e il concordato in bianco – D.L. 83/2012

  Nell’ immaginario collettivo il termine “in bianco” sta ad indicare un qualcosa di negativo; si dice ad esempio: sono andato in bianco, mangia in bianco, sei bianco in faccia e cosi via dicendo.

  Ora associare il concordato in bianco a qualcosa di positivo quale lo sviluppo del paese Italia diventa arduo o comunque di difficile comprensione.

  Alcuni esempi arrivano da notizie recenti che parlano di due grandi aziende del settore abbigliamento che utilizzando il nuovo strumento hanno messo in ginocchio migliaia di famiglie rappresentate dai lavoratori diretti e dall’ enorme indotto che ruota intorno ad esse.

  Obiettivo di queste grandi aziende è quello di risanare il loro debito  ma al contempo “espatriare” in paesi dove il costo di produzione è pressoché trascurabile.

  Ormai da decenni è in atto il fenomeno del falso “made in italy” con il beneplacito del ns governo.

  Il gioco è semplice: campionatura fatta in Italia ( in qualche modo il legittimo riconoscimento della bravura e competenza dei nostri lavoratori; poi la produzione all’ estero dove la manodopera costa poco e infine targhetta “made in italy” e tutto è perfetto (per chi ??).

  Al nostro legislatore, che ha dimostrato ormai la sua indiscussa fantasia nella ricerca di gettito ,mai è venuto in mente di creare un deterrente che possa calmierare il fenomeno export- import produttivo( inteso come lavorazione all’ estero e rientro in Italia per sfornare il prodotto)  in modo da scoraggiare le aziende al fine di salvaguardare l occupazione e la professionalità delle nostre maestranze.

  Un esempio:  In Ucraina, “ granaio dell’ Europa” il grano costa molto poco ma se lo si vuole importare in Italia il dazio ne calmiera in prezzo in modo da scoraggiare speculazioni.

  Per recuperare gettito ormai si lavora solo su due fronti:  scovare gli evasori e spolpare fino all’ osso chi ostinatamente crede ancora nel suo paese.

  Sugli evasori giusto e sacrosanto intervenire ma poi bisogna chiedersi  anche chi sono; sono forse quelli sconosciuti al fisco (mah!!) o sono piuttosto quelli che sotto gli occhi di tutti quindi manifestatamente hanno depauperato il patrimonio pubblico deviandolo nelle proprie tasche che con qualche giorno di galera (e spesso neanche quello) poi tornano indisturbati a godersi il maltolto ??

  Ora ,dopo averci tolto il gusto e il piacere di usare  quel poco  contante di cui si dispone , abbiamo anche la lente sui conti correnti. Ennesima prova del fallimento del nostro sistema impositivo che altro non sa fare che grattare sempre sullo stesso formaggio anche quando si è arrivati alla crosta.

  Ancora non si riesce a capire come la nostra economia e quindi il nostro benessere possano tornare floridi e questo decalogo può aiutare a riflettere:

  1)      in pensione si va più tardi e il giovane in attesa rimane in attesa;  

  2)      i posti di lavoro scendono perché le grandi aziende se ne vanno all’ estero

  3)      la nostra economia e l’ oppressione fiscale toglie speranza ad ogni iniziativa ai piccoli artigiani e commercianti

  4)      la corruzione ripudiata si ,ma usata da tutti , falsa il mercato e favore di pochi e a danno di  molti

  5)      i nostri politici, tradendo tutti il loro mandato, dopo averci assicurato la nostra pensione a ridosso del ns funerale hanno come unico obiettivo resistere loro a mezza legislatura e assicurarsi il vitalizio e la loro pensione in barba a tutti i principi di uguaglianza.

6)      Ogni giorno la povertà assale sempre più anche il ceto medio e sempre più esistono pochi ricchi che arricchiscono di più  e tanti che diventano sempre più poveri.

  7)      I nostri figli sempre più laureati e sempre più disoccupati potranno scegliere tra due alternative: espatriare o diventare professionisti del precariato in settori peraltro molto lontani dalla loro cultura e specializzazione

  8)      Il nostro sistema fiscale si basa sulla presunzione assoluta che il contribuente sia fraudolento e la sua colpevolezza e alla base del metodo di controllo

  9)      I nostri valori di riferimento verso la società siano basati dal numero dei viaggi all’ estero (tramite finanziaria) fatti, dai pollici del nostro televisore e dalle performance del nostro smartphone

  10)   Dalla rassegnano di un popolo esausto che non ha forza per reagire e dire basta